Perché nasce
Le razze autoctone della Campania sono minacciate di estinzione a causa dell'abbandono degli allevamenti tradizionali e della concorrenza delle razze cosmopolite più produttive.
SafeTGA tutela il patrimonio genetico animale della Campania: Suino Casertano, Capra Cilentana, Pecora Bagnolese e Pecora Laticauda.
Scopri i progetti collegati
Il progetto
SafeTGA nasce per diffondere in Campania il modello della custodia degli animali in via di estinzione, coinvolgendo allevatori disposti a mantenere in purezza tipi genetici autoctoni minacciati: il Suino Casertano, la Capra Cilentana, la Pecora Bagnolese e la Pecora Laticauda. L'obiettivo è tutelarne la sopravvivenza e, al tempo stesso, valorizzare lo sviluppo delle aree interne nel rispetto della loro identità storico-culturale.
SafeTGA ha concentrato le attività di divulgazione, monitoraggio e tutela su quattro razze autoctone simbolo della biodiversità campana, fortemente radicate nell'economia delle aree interne.
Conosciuto anche come «Pelatella», è una razza antichissima dalla cute glabra e scura. La sua carne pregiata è fondamentale per la norcineria tradizionale campana.
Allevata storicamente nel Cilento nelle varietà Fulva, Grigia e Nera, è celebre per la rusticità e per il latte impiegato nel tradizionale Cacioricotta del Cilento.
Originaria dell'Altopiano di Bagnoli Irpino (AV), è una razza a triplice attitudine (latte, carne e lana), fondamentale per la produzione del Pecorino Bagnolese.
Riconoscibile dalla «coda larga» che funge da riserva di grasso, è diffusa soprattutto tra Benevento e Avellino. Nota per le carni tenere e il Pecorino di Laticauda.
Le quattro razze rientrano nel quadro strategico della Regione Campania per la tutela della biodiversità. Con i bandi del CSR 2023-2027, come l'intervento SRA14 – Allevatori Custodi, la Regione sostiene economicamente la salvaguardia di un elenco esteso di razze minacciate.
Le basi delle filiere SUICAFI, ProCaCi e SAVEPEB.
Le razze autoctone della Campania sono minacciate di estinzione a causa dell'abbandono degli allevamenti tradizionali e della concorrenza delle razze cosmopolite più produttive.
Diffondere la pratica dell'allevamento custode, sostenere gli allevatori dei tipi genetici a rischio e valorizzare lo sviluppo delle aree interne.
Aumento del numero di capi delle razze custodite, nascita di filiere corte dedicate ai loro prodotti tipici e un modello replicabile di tutela della biodiversità.
Allevatori custodi ed enti di ricerca zootecnica.
Scopri SUICAFI, ProCaCi e SAVEPEB, i progetti che valorizzano le razze autoctone custodite.
Vai ai progetti